Cos’è il Neuromarketing?

“Vera comunicazione ha luogo soltanto fra persone di uguali sentimenti, di uguale pensiero” , l’espressione di Novalis è di certo romantica e nostalgica, ma un marketer sa bene quanto sia variegato il target in un processo comunicativo; come fare, quindi per intercettare e suscitare l’interesse di individui diversi?

Nel corso degli anni i metodi per cogliere bisogni e gusti dei consumatori si sono affinati, così come le strategie per indurli a terminare il processo di acquisto, a tal proposito si fa spazio nelle discussioni di settore l’espressione Neuromarketing, disciplina che fonde l’Economia (marketing tradizionale) e le Neuroscienze (psicologia).
Per gli addetti ai lavori rappresenta una branca grazie alla quale studiare, sempre più specificamente, meccanismi sensoriali, emozionali e cognitivi che si celano dietro l’iter di acquisto.
Chiaramente se si trattasse di meccanismi consci fare marketing sarebbe un gioco da ragazzi; in realtà quasi il 90% degli acquisti sono determinati da emozioni non consce.
Come può, quindi, un marketer, studiare il consumatore? Scopriamolo insieme:

I PROCESSI DEL NEUROMARKETING

1. Osservare

L’osservazione è da sempre un tassello fondamentale della comunicazione; punto di partenza dal quale si sono sviluppati interessantissimi studi sociologici ed antropologici ancora attuali. Anche per il Neuromarketing l’osservazione diventa un momento imprescindibile: con l’eye-tracking si monitorano e si studiano i movimenti oculari del singolo acquirente: Su cosa fissa lo sguardo ecc, che si trovi in negozio o al pc.

2. Misurare

Fase importantissima quando ci si imbatte nei processi inconsci di cui sopra; è qui infatti che entrano in campo minuziose tecniche di neuroimmagine, che con l’ausilio di strumenti specifici e/o medici (ad esempio l’elettroencefalogramma) analizzano le reazioni delle diverse aree del cervello a stimoli proposti.
Così possiamo non solo comprendere cosa avvenga nella nostra testa mentre guardiamo un prodotto, ma anche approfondire il ventaglio di emozioni che questa azione, apparentemente banale, scateni.

 

3. Soddisfare

La soddisfazione è senza dubbio un altro parametro di valutazione del successo di una strategia di marketing, non solo una volta acquisito il contatto, ma anche in medias res.
In questa fase anche i muscoli diventano oggetto di approfondimento grazie ad un sistema di codifica di espressioni facciali.

Il FACS (Facial Action Coding System) approfondisce le espressioni del volto utilizzando appositi sensori; ne deriva uno studio mirato, che coglie la reazione reale, talvolta nascosta da un sorriso di cortesia, suscitata dal prodotto/servizio proposto.

 

4. Stimolare

Parlare di Neuromarketing implica, quindi, il coinvolgimento di aree diverse, tra le quali quella sensoriale: possiamo colpire i sensi di un potenziale cliente legando al nostro brand un’esperienza sensoriale coerente col progetto e accattivante.

Così il cliente la memorizzerà come happy experience, una volta cristallizzata come accade per i ricordi felici tenderà a ripeterla nel tempo.

 

In conclusione

Approfondire il neuromarketing è un ottimo modo per fare conversione e fidelizzare il cliente; per comprendere meglio la portata di questi studi basti pensare a quanto ancora poco si conosca del cervello umano.

Possiamo definire questa affascinante materia in continua evoluzione, consapevoli che determinerà una vera e propria svolta nell’individuazione del target, nella profilazione e nel perfezionamento di una strategia.

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