Google e Facebook a farla da padrona, forte balzo in avanti della categoria Education, Government e Salute

A dicembre 2020 sono 40,6 milioni gli Italiani che hanno navigato in rete; la penetrazione dell’utilizzo di Internet raggiunge il 73%, in aumento del 3% rispetto al 2019, ma ancora indietro rispetto a USA (90%) e UK (86%) ma alle realtà a noi più vicine come la Spagna (84%). Il digital divide resta ampio, ma chi naviga lo fa di più.

Un altro indicatore molto significativo della aumentata propensione degli italiani a navigare in rete è il tempo trascorso online che, a dicembre 2020, si attesta a 2 ore e 46 minuti medi giorno per utente con una crescita di ben il 26% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. L’aumento maggiore, ovvero il 38%, si registra sulle fasce di popolazione più giovani (18-24) che passano mediamente sulla rete 3 ore e 34 minuti al giorno a fronte delle 3 ore e 5 minuti della fascia d’età 25-34 (+29% su Dicembre 2019) e delle 2 ore e 35 minuti dei 35+ (+19% su Dicembre 2019).

Traffico di App pari al 73% del totale

Il traffico in App rappresenta ormai il 73% del tempo totale speso (+6%) e sulle properties di Google e Facebook (cui appartengono le App più utilizzate) si trascorre ormai oltre la metà (50,4%) del tempo complessivamente passato sulla rete. I contenuti con il maggior livello di coinvolgimento sono Intrattenimento (18%), Social Network (24%) e Instant Messaging (16%); categorie che insieme assorbono il 58% del tempo passato su Internet dalla popolazione maggiorenne.

A dicembre 2020 sono ben nove (Entertainment, News e Information, Social Network, Retail, Lifestyle, Instant Messaging, Technology, Sport, Health) le categorie di contenuti che hanno fatto registrare un’audience superiore ai 30 milioni di visitatori unici mensili.

Le audience delle categorie di contenuto connesse ai cambiamenti generati dalla pandemia e dal lockdown sono poi quelle maggiormente aumentate: i visitatori Unici della categoria Education sono incrementati del 69%, quelli della categoria Government del 60% e quelli della categoria Salute del 31%.

FONTE: Corecom