L’ultimo studio degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ci fornisce un quadro che descrive ciò che a livello intuitivo ora facilmente riconoscibile: l’aumento degli acquisti digitali durante l’emergenza coronavirus è stato trainato soprattutto dalla spesa online.

Costretti in casa in isolamento o per paura del contagio, molti italiani, infatti, hanno smesso di frequentare supermercati tradizionali e negozi di prossimità già dai primi giorni di lockdown, e hanno continuato a farlo anche durante la cosiddetta “fase due” e la seconda ondata di contagi. Tanto che, nel suo complesso, l’eGrocery ha raggiunto un valore di 2,5 miliardi di euro nel 2020, crescendo del +55%, per circa un miliardo di euro di valore, rispetto all’anno precedente.

Secondo la stessa ricerca, proprio l’alimentare è stato, all’interno del comparto dei beni di largo consumo acquistati online, non solo la voce che ha contato di più nel 2020 (per circa l’87% del totale) ma anche quella che è cresciuta di più rispetto alla rilevazione precedente (di almeno l’85% e per un valore di 854 milioni di euro).

 

FARE LA SPESA ONLINE: PIACE SEMPRE DI PIÙ AGLI ITALIANI

Se inizialmente fare la spesa online poteva sembrare la soluzione più pratica e sicura in una serie di situazioni di “nuova normalità” da convivenza con il virus, chi ha cominciato ad acquistare anche prodotti alimentari di prima necessità online durante il lockdown non ha mai smesso neanche nelle fasi successive: gli acquisti food online 2020 non hanno mai visto scendere in questi mesi il proprio tasso di crescita al di sotto del 50% e hanno sfiorato, invece, picchi del +288%.

I consumatori italiani sembrano essere stati convinti dalla comodità e dalla sicurezza del poter fare la spesa direttamente online preferendo l’home delivery e il click and collect, con il secondo in particolare che è risultato in crescita nell’anno appena passato del +349% e ha rappresentato il 15% delle quote di vendita durante il lockdown, per attestarsi poi stabile al 13% nel periodo successivo.

Eppure è bene notare che il mercato online dell’alimentare non rappresenti ancora in Italia che l’1% del totale (mentre già negli altri paesi europei è una fetta che copre dal 4% all’8% del totale). Ed inoltre, come sempre osservato dagli Osservatori Digital Innovation del PoliMi, c’è un forte divario tra città e provincia e tra Nord e Sud.

Questo secondo noi sarà un dato irreversibile: non si tornerà più indietro. Del resto numerosi sono i vantaggi per gli operatori nell’implementare l’opzione di permettere la spesa online. Online è più facile, ancora tracciare i comportamenti dei clienti, raccogliere una serie di small data e profilarli meglio sulla base di questi, non senza offrire una user experience più personalizzata.  Ed inoltre si va incontro a esigenze nuove dei consumatori come evitare codepoter acquistare 24 ore su 24, etc.