Sempre di grande attualità negli ultimi anni, il tema della privacy è fortemente tornato al centro dell’attenzione in queste settimane in seguito alla diffusione su indicazione governativa dell’app Immuni. Dalla volontà di approfondire l’argomento anche sui nostri canali, spaziando dal passato alle prospettive future, è scaturita dunque la seguente intervista al DPO (Data Protection Officer) di Genesis Mobile Mario D’Aniello, avvocato civilista e tributarista.

Dopo il fatidico 25 maggio 2018, storica data in cui è entrato in vigore il nuovo regolamento sulla privacy, quale è la situazione attuale in Italia riguardo la materia?

Il regolamento pone con forza l’accento sulla “responsabilizzazione” di titolari e responsabili – ossia, sull’adozione di comportamenti proattivi e tali da dimostrare la concreta adozione di misure finalizzate ad assicurare l’applicazione del regolamento.

Il cambiamento è stato radicale e la gestione del trattamento deve considerarsi come una fattispecie integrante nel sistema di corretta gestione dei dati personali.

Per tale motivo, ci si augura che tutti i titolari del trattamento e i responsabili, a prescindere dalle dimensioni dell’organizzazione pongano in essere un’accurata ricognizione dei trattamenti svolti e delle rispettive caratteristiche – ove già non condotta, e che questa venga percepita non come una ‘’noiosa formalità’’ ma un aspetto fondamentale nella crescita della propria attività.

Come l’emergenza Coronavirus ha rilanciato l’attenzione sulla questione, soprattutto alla luce dell’app Immuni e dei dati sensibili legati alla salute dei cittadini?

Una ‘’pandemia’’ così poco pronosticabile e di tale portata ha generato uno tsunami di enormi dimensioni su tutti i sistemi e ovviamente non poteva non colpire soprattutto l’argomento ‘’tutela della privacy’’.
Il punto focale su cui concentrare l’analisi è il bilanciamento di interessi in gioco: da un lato la tutela della privacy e dall’altro la tutela alla salute, che in questa fattispecie particolare, si traduce nel raccogliere tutte le informazioni necessarie al fine di evitare il più possibile il rischio di contagio.  A mio modesto avviso, l’approccio corretto nel bilanciamento degli interessi in gioco si traduce attraverso l’utilizzo dei criteri di proporzionalità e specificità nell’utilizzo dei dati.  Se da un lato risulta infatti fondamentale raccogliere le informazioni necessarie per gestire l’ emergenza, dall’altro questo deve avvenire con modalità specifiche, appunto proporzionate, limitandosi allo strettamente necessario.

Quale è il tuo ruolo specifico all’interno di Genesis Mobile e come l’azienda tutela i suoi clienti ed i dati raccolti nelle campagne?

Mi occupo degli affari legali dell’azienda da qualche anno,  posso pertanto definirmi un veterano in Genesis, anche se rimango, in qualità di professionista, un consulente esterno. Le mie attività sono varie e spaziano su vari fronti prevalentemente di matrice legale e ove possibile offro un supporto legale anche ai ‘’nostri’’ clienti.  Tra i servizi offerti dalla Genesis ai suoi clienti non poteva mancare assistenza nell’adeguamento della privacy sui dati raccolti nell’ambito delle varie attività.  Questo lo reputo un passo fondamentale che si lega inevitabilmente alla crescita dei nostri clienti. Non trovo giusto banalizzare l’argomento, come spesso accade, etichettandolo come un mero aspetto formale, ma dovrebbe essere visto come parte assolutamente integrante dell’attività aziendale.

Secondo te ci saranno ulteriori importanti revisioni della norma in futuro?

In una sola parola? Digitalizzazione. Se il Coronavirus ha insegnato qualcosa è che possiamo lavorare senza problema anche da casa se alla base esiste organizzazione. L’invito quindi è rivolto a tutte le categorie: PMI, studi medici, liberi professionisti ecc… Il processo di digitalizzazione è già iniziato ma bisogna affrettarsi a rendere il tutto armonico, e facile da gestire. E anche nell’ambito della gestione del trattamento dei dati sarebbe auspicabile un passo in avanti nell’ottica della digitalizzazione. Oggi con uno smartphone è possibile gestire la propria attività senza bisogno d’altro. Le parole d’ordine sono: Accedere, Proteggere e Gestire.
Chiuderei sottolineando come tra gli effetti collaterali generati dal ‘’Covid 19’’ annoveriamo di certo il sovrapporsi di ordinanze, regolamenti, decreti legge ecc… misure  tutte da inquadrare in un sistema già estremamente capillare e complicato, difficile da seguire anche per noi ‘’addetti ai lavori’’. Quindi è inevitabilmente emerso quanto sia importante sburocratizzare il paese. Una revisione che tenda alla semplificazione dei passaggi è auspicabile, e il virus segna ancora una volta una occasione di crescita per tutti. Per le imprese come per tutto lo stivale.