Tutto è connesso… noi rappresentiamo la tecnologia

10 febbraio 2014 genesis Digital

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L’internet degli oggetti continua la sua crescita: secondo un osservatorio del Politecnico di Milano nel 2013 ha raggiunto un valore di mercato di 900 milioni, l’11% in più di un anno prima. Le macchine intelligenti sono ormai 2 milioni, ma nel 2016 il 20% del totale sarà dotato di un cellulare

MILANORiscaldamento, antifurti, domotica.  Ma soprattutto automobili intelligenti. Sono gli ambiti nei quali in Italia si trovano sempre più prodotti di uso quotidiano, ma intelligenti e connessi tra loro grazie alla Rete. Nel 2013 hanno raggiunto la quota di 6 milioni: tanti sono gli oggetti interconnessi tramite mobile, con un aumento del 20% rispetto al 2012.

Si chiama Internet of Things (Internet degli Oggetti, IoT) e rappresenta l’applicazione della Rete alla vita quotidiana: mettere in connessione tra loro oggetti che già prima rientravano nel nostro quotidiano, rendendoli intelligenti grazie alla possibilità di condividere informazioni che ne fanno evolvere le funzionalità (l’esempio di scuola è la sveglia che – grazie alla Rete – sa se c’è traffico sul nostro percorso abituale verso il lavoro e in caso lo rilevi suona prima per permetterci di non arrivare in ritardo).

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La crescita del settore procede di pari passo anche in quanto a valore economico, tanto che sul mercato le soluzioni IoT basate su rete cellulare sono ormai valorizzate per 900 milioni, con una crescita dell’11% rispetto al 2012 che segna anche una controtendenza rispetto al mercato generico dell’Ict. I dati emergono dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, presentato al campus Bovisa dal responsabile scientifico Alessandro Perego. ““Nel 2013 l’IoT ha visto alcune
dinamiche di lenta evoluzione affiancarsi ad alcuni elementi di slancio e novità”, spiega. “Da un lato, si assiste ad una crescita organica delle applicazioni più consolidate che ancora oggi rispondono al bisogno di connettività facendo leva sulla rete cellulare. Dall’altro, si muovono ambiti di applicazione meno consolidati. In particolare lo Smart Home & Building, che è il terreno di sbarco di una pletora di nuove soluzioni spesso rivolte direttamente all’utente consumer, dalla gestione domestica alla sfera personale. E poi lo Smart Car, in cui si assiste ad una accelerazione del percorso verso l’auto connessa, a fianco delle applicazioni più tradizionali”.

Proprio le auto rappresentano la fetta maggiore degli oggetti interconnessi via rete cellulare, in crescita del 35% sia per diffusione che per fatturato sul 2012. Nella stragrande maggioranza dei casi (95%) si tratta di connessioni attraverso applicazioni per l’utilizzo di box Gps/Gprs per la localizzazione dei veicoli privati e la registrazione dei parametri di guida, per fini assicurativi. “In futuro saranno sempre più i veicoli con Sim cellulare a bordo: dall’8% del totale dei mezzi, si stima che nel 2016 le macchine connesse in Italia rappresenteranno il 20% per un totale di oltre 7,5 milioni di auto”, si legge nell’Osservatorio.

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Altro ambito dinamico è lo Smart Home & Building, cioè l’insieme delle soluzioni che riguardano la casa e rappresentano un quinto del fatturato dell’IoT. Oggi l’1% delle abitazioni in Italia è dotato di dispositivi per il telecontrollo del riscaldamento o dell’antifurto, ma grazie allo sviluppo di tecnologie wireless dentro gli appartamenti e con la diffusione della tecnologia Bluetooth Low Energy (che consente ampi risparmi energetici), si stima che nel giro del 2016 saranno 3 milioni gli oggetti connessi nelle case degli italiani.

Uscendo dall’ambito domestico o della mobilità, l’Osservatorio ha analizzato 116 città e ha tracciato la crescita dell’illuminazione pubblica intelligente, applicazione trainante di tutto il sistema. A fine 2013 ci sono 400mila lampioni connessi e con 12 milioni di euro in valore, questo ambito rappresenta il 18% del valore complessivo della Smart City in Italia; a seguire, le applicazioni per l’identificazione dei cassonetti per differenziare i rifiuti, il supporto alla tariffazione puntuale.

“In Italia le Smart City sono ancora nella fase iniziale”, spiega ancora Perego. “Purtruppo continuiano a incidere in maniera negativa gli effetti della crisi economica attuale, ma osserviamo con soddisfazione che sempre più spesso gli investimenti” in questo settore “iniziano a inserirsi in una ‘regia comune’ cittadina”.

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