Dove e come è nato il concetto di storytelling

16 luglio 2015 Maria Capone Marketing

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“A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui e così egli diventa immortale.” (Dal Film Big Fish)

L’arte di raccontare è antica quanto l’uomo stesso. L’uso della narrazione ha permesso all’uomo di intraprendere relazioni con i suoi simili, di trasmettere il proprio sapere ed è statto la base del nostro sviluppo culturale.
Raccontando si produceva suggestione nelle persone, ottenendo l’immedesimazione.

Le origini dello storytelling sono radicate in un lontano passato, con personalità che capendo l’essere umano, riuscirono a far leva sulle sue emozioni.

Il concetto di storytelling è nato a partire dagli anni ’90 negli Stati Uniti quando Joe Lambert e Dana Atchley realizzarono un sistema interattivo multimediale all’interno di una performance teatrale dove su di un largo schermo sullo sfondo mostrava immagini di storie di vita degli attori. Da lì, il campo di intervento del digital storytelling si è allargato a molti contesti, che vanno dalla scuola alle aziende, dall’arte all’impegno politico.

Il Web 2.0 segna una svolta radicale nel mondo della narrazione. Il “narratore” ha la possibilità di disporre di nuove risorse per la creazione di storytelling permettendo al racconto di assumere nuove dimensioni e di economizzare l’uso delle parole.

Perchè le aziende vogliono “narrare”?

Semplice: la narrazione coinvolge e cattura l’attenzione, coinvolgendo l’interlocutore dal punto di vista emotivo. Infatti, più che sull’intelletto, bisogna far leva su tutti i 5 sensi per ottenere il massimo impatto.

Le storie sono innate nell’uomo.Da sempre si tramandano racconti, esperienze, prima oralmente, poi in modo figurativo, fino ai giorni nostri.

Anche le aziende, tutte, hanno una storia da raccontare. In che modo? Bisogna cominciare da un auto-analisi, per capire i propri punti di forza e di debolezza . Fatto questo, bisogna confrontarsi con un mercato in continua evoluzione, fatto di consumatori che se soddisfatti si trasformano in portavoce del brand; se insoddisfatti, si possono trasformare in “minacce” grazie alla viralità.

Il brand deve rivolgersi appropriatamente a ciascun pubblico. La storia deve essere ricca di personalità, il messaggio che deve arrivare è che la storia non avrebbe potuto prescindere dal prodotto, altrimenti non sarebbe stata una così bella storia.

Particolare attenzione deve essere riposta nel linguaggio, che deve prediligere temi semplici, diretti, così da entrare in sintonia col suo pubblico.

Il Brand sarà in grado di fare la differenza, che porterà le persone a scegliere quel prodotto piuttosto che un altro.

Qualche case history

Monte dei Paschi di Siena: nel logo stesso il MPS ha come slogan “una storia italiana dal 1472”; forte di questo radicamento ha intrapreso una storia iniziata con campagne pubblicitarie nel 2007 e nel 2009, il primo con una ripresa del brand, il secondo raccontando il rapporto del territorio italiano dove MPS viene rappresentato da un guardiano che sorveglia i nostri passi e ci sostiene nella vita di tutti i giorni. Nel 2010 lancia invece un concorso in cui chiede agli utenti di racconatre il bel paese tramite foto.

Barilla: indimenticabili gli spot che continuano a raccontarci il loro slogan “dove c’è Barilla c’è casa”; basta rivedere tutti quegli spot che raccontano la presenza di Barilla nelle famiglie italiane.

Ben e Jerry’s: utilizzando i social invece possiamo citare il video di 15 secondi postato su instagram in sui mostrano il viaggio del gelato, dalla produzione al palato del cliente.

Barack Obama: nel 2008, durante la campagna elettorale, utilizza i social per raccontare la sua storia e raccontare la storia di come avrebbero potuto essere gli Usa votando lui. Elezioni che ricordiamo, ha vinto.

In conclusione

Gli utenti si orienteranno sempre più verso prodotti che condividono una storia, verso ciò che riesce a suscitare in loro emozioni. Lo storytelling è un modo coinvolgente per fare marketing: con un po’ di perizia è possibile creare messaggi e sfruttare la viralità della rete per ottenere risultati sorprendenti e superiori molte volte al budget investito.

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Maria Capone

WEB Content Manager di Genesis Mobile
Laureata in Lingue, Letterature e Linguistica Straniere. In Genesis Mobile occupo il ruolo di Web Designer con la passione per il Marketing.
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